Quattro città in lizza per il titolo di «Capitale Culturale Svizzera 2030»
Aarau, Bellinzona, Lugano (con Locarno e Mendrisio) e Thun presentano ufficialmente la loro candidatura al titolo di «Capitale Culturale Svizzera 2030», conferito dall’Associazione nazionale Capitale Culturale Svizzera (CCS). Tutte e quattro le città hanno presentato il proprio dossier entro i termini previsti e in modo formalmente corretto. La decisione finale sarà annunciata nel mese di giugno 2026 da una giuria indipendente di esperti.
I quattro dossier di candidatura saranno trasmessi dall’associazione CCS a tutti i dieci membri indipendenti della giuria. “Nel mese di marzo, una delegazione composta da tre membri visiterà le città candidate per incontrare i responsabili culturali e le autorità locali e per approfondire sul posto i progetti e le visioni presentate.” afferma Tony Burgener, vicepresidente associazione CCS. I risultati di queste visite confluiranno successivamente nelle deliberazioni dell’intera giuria.
Una valutazione basata su sei criteri
Le candidature sono valutate sulla base di sei criteri chiaramente definiti: gli obiettivi della candidatura, l’offerta culturale, la partecipazione culturale, la gestione, la sostenibilità finanziaria e l’esperienza nell’organizzazione di grandi eventi. Il catalogo dei criteri è stato comunicato in modo trasparente alle città candidate fin dall’inizio. La città prescelta succederà a La Chaux-de-Fonds, Capitale Culturale Svizzera 2027 (lcdf27), e potrà beneficiare dell’esperienza maturata durante la prima edizione.
La Chaux-de-Fonds si prepara al 2027
A La Chaux-de-Fonds, i preparativi per l’anno di «Capitale Culturale Svizzera 2027» sono in pieno svolgimento. Sotto la direzione di Jean Studer, il comitato e il team operativo locale intendono sostenere il processo di trasformazione della città, valorizzarne la diversità culturale e rafforzarne in modo duraturo la visibilità a livello nazionale.
L’anno culturale è sostenuto da istituzioni locali, associazioni e operatori culturali del territorio, ed è arricchito da progetti nazionali e internazionali che coprono tutte le discipline culturali – dalla musica alla danza e al teatro, dalle arti visive al cinema e alla fotografia. Le linee guida per la programmazione saranno pubblicate in primavera da lcdf27.
Una piattaforma culturale nazionale con il sostegno dell’UFC
Il progetto «Capitale Culturale Svizzera» è stato avviato da ex collaboratori dell’ultima Esposizione nazionale, Expo.02, sotto la direzione di Daniel Rossellat, già direttore eventi di Expo.02, fondatore del Paléo Festival e sindaco di Nyon (VD). L’obiettivo è creare una piattaforma culturale nazionale solida, sviluppare nuove reti a livello svizzero, rendere la cultura accessibile a un vasto pubblico e favorire lo scambio tra le diverse regioni linguistiche.
La prima edizione a La Chaux-de-Fonds rientra nel «Messaggio sulla cultura 2025–2028» adottato dal Parlamento federale ed è sostenuto dall’Ufficio federale della cultura (UFC).
> Comunicato stampa Associazione CCS (PDF)
*La Giuria CCS
Daniel Rossellat, fondatore Paléo Festival, sindaco di Nyon (VD), presidente della giuria, Anne Bisang, direttrice TPR - Théâtre populaire romand, Raphaël Brunschwig, managing director Locarno Film Festival, Jacques Cordonier, consulente indipendente, ex capo del Servizio culturale del Canton Vallese, Cathy Flaviano, responsabile Play Suisse SRG SSR, Daniel Hassenstein, membro dell'Associazione CCS, vicepresidente Paléo Festival, Daniel Hitzig, moderatore, redattore e consulente, Vincent Kucholl, attore, artista, cabarettista, autore Editions LEP, Marta Kwiatkowski, responsabile Impegno sociale, La Mobiliare, Diana Segantini, Segantini Unlimited, manager culturale, Carine Zuber, membro dell'Associazione CCS, manager culturale.
Per ulteriori informazioni
Tony Burgener: vice-presidente dell'Associazione CCS
Myriam Neuhaus: segretaria generale dell'Associazione CCS
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